Puccini e Leoncavallo

 

Oltre cento anni fa Vacallo venne scelta come meta di villeggiatura privilegiata da due giganti della musica operistica, ovvero Giacomo Puccini (1858–1924) e Ruggero Leoncavallo (1857-1919). La famiglia del primo possedeva una casa nel villaggio e la presenza del compositore è attestata sino dall’estate del 1886, mentre il secondo vi aveva soggiornato nel 1892 durante i lavori di rifinitura della sua opera più conosciuta, i “Pagliacci”, universalmente considerata il capolavoro del teatro musicale verista assieme alla “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. Puccini trascorse a Vacallo qualche mese quasi ogni anno dal 1886 al 1892. Proprio in quest’ultimo periodo, nel villaggio mòmò si trovarono contemporaneamente sia Puccini, che stava lavorando alla “Manon Lescaut”, l’opera che l’avrebbe portato al successo, sia Leoncavallo.

Durante quell’estate, Puccini si stabilì alla casa Tettamanti, presso la chiesa di Santa Croce, mentre il suo illustre collega era alloggiato proprio nell’edificio di fronte, all’Osteria Rizza. Da una finestra (quella di Leoncavallo) pendeva un vessillo raffigurante un pagliaccio, riferimento all’allora recente successo del compositore napoletano in occasione della prima andata in scena al Teatro del Verme e diretta dal maestro Arturo Toscanini, mentre dirimpetto Puccini espose una bandiera su cui disegnò una manona (allusione scherzosa all’opera ch’egli stava componendo). Puccini, che secondo la tradizione popolare traeva ispirazione sostando nella Val di Sass, si fece aiutare dall’amico per la stesura della “Manon Lescaut”, per la quale il Leoncavallo scrisse alcuni versi.

Dal 15 luglio 1985 sulle mura della casa - “sottratta al piccone demolitore” ed ora situata in... via Puccini 2 - campeggia una lapide commemorativa che ricorda la presenza del compositore lucchese a Vacallo, mentre Leoncavallo, trasferitosi in pianta stabile all’inizio del Novecento a Brissago, legò il suo nome al borgo locarnese dove fece costruire Villa Myriam e di cui ottenne la cittadinanza onoraria nel 1904.

Andrea Stephani, 2011