3 Dicembre

Per chi ancora non lo conoscesse, oggi vi presentiamo Alberto Nessi! Famoso scrittore delle nostre latitudini ed originario di Vacallo! Per festeggiare il suo 80° natale abbiamo deciso di dedicargli una casellina del nostro calendario dell'avvento!

ALBERTO NESSI

 

Nato a Mendrisio e cresciuto a Chiasso, Nessi ha frequentato la Scuola Magistrale e l'Università di Friburgo, per poi diventare docente di letteratura italiana. Sposato, ha due figlie. "Nato" letterariamente come poeta (l'esordio nel 1969, con I giorni feriali, Pantarei, ma c'è anche una pubblicazione del 1975 presso la Collana di Lugano di Pino Bernasconi, la stessa che aveva ospitato Finisterre di Eugenio Montale e le Ultime cose di Umberto Saba; la consacrazione, poi, con Il colore della malva, 1992, e Blu cobalto con cenere, 2000, entrambi da Edizioni Casagrande), riscuote presto successo anche come prosatore (l'esordio con i racconti Terra Matta, del 1984). Nel 2015 la raccolta di racconti Miló (Edizioni Casagrande) entra in terna finalista al Premio Chiara.

Poeta di grande sensibilità descrive vita e sentimenti degli umili. La sua lingua è infiltrata di espressioni regionali e dialettali ticinesi. Critico verso uno sviluppo economico e urbanistico che sventra i bei paesaggi ticinesi e le vite delle persone semplici che ci vivono.

Il 18 febbraio 2016 è stato insignito dalla Confederazione Elvetica del Gran premio svizzero di letteratura alla carriera.

Il suo archivio, composto da manoscritti, corrispondenza e documentazione di vario genere, è custodito a Berna, presso l'Archivio svizzero di letteratura.

CANZONETTA D'AUTUNNO

Lo sai, ci sono i cachi del bagatto

che li porta a novembre in una sporta

quando il freddo da strage negli orti

 

c'è la zucca del Federico (lo vedi come arranca

sulla salitella?): ha una voce saggia

racconta giorni di sole e pioggia

 

e poi c'è il nostro amore che non invecchia

se brucia a un tratto come lo stecco

vicino alla brace, dentro il nostro letto.

LA NEVE

Sono qui a guardare le piante verdi, l'oca di legno

che nuota nel biancore della stanza, la primula fiorita

fuori stagione, nel silenzio del mattino

ripasso la lezione della vita. La paura del male

mi ha assalito nel sonno ma ora la neve

porta via infarto e mal di denti.

Sono qui a guardare le nostre cose, le foglie

come pesci d'acquario o insetti cresciuti questa notte,

il cactus sorretto dagli stecchi, il piccolo recipiente

per innaffiare i petali del buon anno. Oh scendi

manna di purezza sui rami e sui tetti!

Ti spio come il ragazzo che prepara la slitta.

 

È UNA FORTUNA

È una fortuna passeggiare tra i castagni

mi dici un mattino di novembre

mentre i gambi riversi del granoturco

splendono sotto le finestre e le donne dei paesi

aprono la porta della bottega. È una fortuna

marinare la vita che non ci appartiene

per ascoltare lo scricchìolio tutto nostro

delle foglie: le parole cadono felici

come le bacche rosse dal corniolo.

È una fortuna non sbagliare sentiero

verso il poggio da dove l'eremita

qualche secolo fa guardava la Lombardia

 

e dove noi ci abbracciamo tra le stoppie.

IL MAESTRO DI SCUOLA

Ma è lei? Non è possibile, lei

la Nina, la figlia del doganiere

questa che in calzamaglia

si alza come un serpente illuminato

sul palco dell'Oratorio

stringe la rosa e mi guarda,

è lei? la bambina che stava

nell'ultimo banco col grembiule nero

la Nina che non faceva le doppie

adesso fa la parte dell'amante

con quel costume da baiadera

si contorce e porge una rosa,

ma a chi? mi ha sorriso?

LUCI D'INVERNO

È una sera d'inverno. Mio padre

si mette Lucky Strike e Blue Ribbon

intorno alle gambe e passa la frontiera

col doppiopetto da spedizioniere.

 

Odore d'Italia. Frutta e vino

la borraccia sotto il paltò, il tesserino

la donna che nasconde i dadi.

È finita la guerra. Io sono un bambino.

 

Adesso sono nell'età che l'asfalto

ov'è Proibito qualsiasi gioco

si trasforma in un luogo di visioni:

qui Charlie Parker suona un poco loco

 

e nella scarpata viola le scorie

della notte diventano storie

lette nei libri, il catarro

sputato dal fattorino che va in dogana

 

una forsizia fuori stagione.

Io conosco la figlia di un ferroviere.

Il nostro albergo sta nel sottoscala.

Bruciano le noste mani come neve.

Nessi ha pensato anche ai più piccini!

 

Dall'edizione "Saltamartina" vi proponiamo la canzone della felicità!

 

La canzone della felicità

 

sono felice

se guardo un fiore

bianco e violetto

un grumo di luce

 

sono felice

quando ti suono

un'aria agile

con il violino

 

le note volano

come farfalle

brillano danzano

vanno nel vento

 

sono felice

quando in silenzio

dentro la notte

mi sento in pace

 

sono felice

ma solo un momento

penso agli umani

e mi prende il tormento.

DISEGNO DA COLORARE

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